Morti sigaretta elettronica negli USA, il pericolo e’ nel liquido

Nelle scorse settimane, sono arrivate dagli Stati Uniti notizie preoccupanti sulla sigaretta elettronica, che pare essere la causa nell’ultimo mese di 6 morti e oltre 450 possibili casi di malattia polmonare. E mentre oltreoceano la FDA accusa una nota produttrice di e-cig di aver promosso l’uso di sigarette elettroniche sostenendone l’innocuità, da noi cresce la preoccupazione fra chi svapa e chi fuma sull’uso della sigaretta elettronica, complice anche gli studi diffusi periodicamente che sono a volte a favore e altre contro le e-cig. Così la sigaretta elettronica torna sul banco degli imputati.

Le sigarette elettroniche fanno male?

Se non possiamo ancora sapere gli effetti a lungo termine dell’uso della e-cig, quel poco che sappiamo è che se usata bene è meno dannosa di quella tradizionale, poiché permettono di evitare l’inalazione di catrame e molti gas tossici contenuti nella bionda. Da uno studio pubblicato nel 2017 sulla rivista Annals of Internal Medicine ha confermato che chi passa dalla sigaretta tradizionale a quella elettronica dopo sei mesi ha una riduzione significativa delle sostanze cancerogene presenti nel corpo; tuttavia i danni dovuti ai fenomeni infiammatori dati dalla pratica del fumo nei polmoni sembrano, da alcuni studi, identici, perciò pare ad oggi che la sigaretta elettronica sia meno pericolosa ma non innocua.

Tra i consumatori americani che hanno presentato problemi di salute, si sono riscontrati dopo l’uso i seguenti sintomi: febbre, tosse, vomito e fiato corto, ma anche mal di testa e dolore al petto; tuttavia pare che negli Stati Uniti il problema non sia scatenato dalle e-cig, ma su un uso improprio che se ne fa.

Allarme sulla sigaretta elettronica: a cosa può essere dovuto?

Dai primi accertamenti negli Stati Uniti, pare che i consumatori che hanno avuto problemi polmonari abbiano riferito di aver caricato le e-cig con liquidi contenenti THC (il principio attivo della marijuana) e liquidi contenenti oli artificiali derivati dalla vitamina E e/o di aver mescolato miscele diverse creando delle pericolose miscele fai da te.

I produttori di e-cig e di liquidi, ribadiscono la sicurezza dei loro dispositivi e puntano il dito contro il mercato illegale, che fornisce liquidi a prezzi contenuti di cui non si conosce la composizione.

Appare perciò chiaro come un uso improprio del device elettronico esponga a rischi gravi per la salute, che possono essere imputati perciò al tipo di liquido e non alla modalità con cui viene inalata.

In Italia ad oggi non ci sono segnalazioni di polmoniti o problemi di tossicità nei consumatori che utilizzano aromi e liquidi con nicotina nel mercato legale senza mescolarli in casa.

Sigaretta elettronica: come usarla in sicurezza

Ad oggi perciò non sappiamo ancora se a lungo termine la sigaretta elettronica sia effettivamente un presidio utile per smettere di fumare o se semplicemente fa passare il consumatore da un vizio all’altro.

Ribadendo che è sempre più sicuro smettere di fumare o non cominciare affatto, per avere maggiori benefici non solo a livello cardiocircolatorio e polmonare, ma anche osteo-articolare, dermatologico e per un minore stress psico-fisico, se proprio non se ne può fare a meno di utilizzare questi presidi, occorre assumere alcune precauzioni:

  • non mischiare i liquidi fra di loro, per evitare problemi  infiammatori da interazioni di sostanze diverse;
  • utilizzare solo prodotti autorizzati, ossia sottoposti a controlli di qualità, sottoposti alla legislazione Italiana ed Europea e caratterizzati dalle norme di GMP (Good Manufactoring Practice, ossia a controlli di produzione interni);
  • evitare di comprare liquidi di cui non si può conoscere gli ingredienti: questo perché anche nel caso di una più banale reazione allergica diventerebbe impossibile per il consumatore capire che cosa l’abbia scatenata;
  • infine utilizzarla come presidio per smettere di fumare, cercando di ridurre nel tempo il numero e la durata delle boccate.

Smettere di fumare è perciò una strada lunga e complessa, ma si può ricorrere all’aiuto di professionisti che potranno darti il giusto supporto psicologico per riconoscere le situazioni di stress che generano il desiderio di fumare e poterle controllare al meglio.

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