Smettere di fumare: i benefici per la salute di chi guarisce dalla malattia del tabagismo

Ormai è accertato da una vasta letteratura medica che il fumo è un fattore di rischio per malattie respiratorie, oncologiche e cardiovascolari. Non è altrettanto noto però che il fumo danneggia e non poco anche l’apparato muscolo-scheletrico. In occasione della giornata mondiale Senza Tabacco del prossimo 31 maggio, la SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia) ha lanciato un appello per evidenziare gli aspetti negativi del fumo in ambito ortopedico.

Rischi ortopedici per chi fuma

Secondo l’Istat, in Italia una persona su 5 con più di 14 anni è fumatrice; perciò è una consistente fascia di popolazione ad essere maggiormente a rischio per queste complicanze. In particolare, per le complicanze riguardanti le patologie ossee ed il ricorso alla chirurgia ortopedica, sono particolarmente a rischio i fumatori e gli ex fumatori da meno di 15 anni. Nello specifico, la SIOT evidenzia per questi individui:

  • un aumentato rischio di osteoporosi e di conseguenza un aumento del numero di fratture;
  • un maggiore rischio di infezioni post-operatorie, legate agli interventi di protesi ortopediche;
  • una più lenta guarigione dei processi di guarigione delle ferite chirurgiche;  
  • un maggiore rischio di rigetto della protesi che tende più facilmente a “scollarsi dall’osso” cioè la protesi non riesce ad integrarsi nell’osso e l’installazione dell’impianto di protesi fallisce;
  • una più lenta riparazione delle fratture ed una più lenta guarigione nei danni dei muscoli, dei legamenti e dei tendini.

Tutto questo si traduce con un maggior numero di giornate di degenza in ospedale, peggiori risultati chirurgici e aumentati rischi di un nuovo ricovero a breve tempo dall’intervento, oltre a dover intervenire con lunghi cicli di antibiotici. Perciò anche in virtù di questo aspetto, sarebbe consigliabile smettere di fumare.

Malattia del tabagismo

Non bisogna però dimenticare mai che il tabagismo è una malattia: perciò come tutte le dipendenze si può smettere, ma è difficile che si riesca a mantenere il proposito sul lungo termine da soli (solo poco più del 15% dei fumatori riesce a smettere di fumare da solo semplicemente riducendo le sigarette e secondo L’ISS solo un numero di fumatori compreso fra lo 0,5% ed i 5 % smette di fumare senza nessun aiuto). Il tabagismo è una patologia recidivante se il paziente è in balia di se stesso.

Tutto dipende dal tipo di dipendenza che si instaura dalle sigarette, fisica e psicologica, che sono spesso difficilmente distinguibili. Quello che sappiamo è che la nicotina stimola nei neuroni il sistema dopaminergico, che in caso di astinenza producono adrenalina e noradrenalina, che danno nervosismo, ansia, insonnia e aumento dell’appetito.

Cause del carving

Ciò è dovuto al carving, ossia il desiderio improvviso e incontrollabile di assumere una sostanza psicoattiva (droga, nicotina, alcol) o un particolare alimento, che causano nel cervello una sorta di “crisi di astinenza”.Infatti il fumatore sente spesso l’esigenza di fumare in seguito a delle particolari situazioni sociali (per citarne alcuni: sigaretta dopo il caffè; pausa sigaretta a metà mattinata; pausa sigaretta durante una cena tra amici; pausa sigaretta dopo una lite).

Per questo chi ha deciso di smettere di fumare, deve essere consapevole che non è semplice e di solito occorrono tre – quattro tentativi prima di riuscire ad abbandonare la dipendenza, ma può aumentare le sue probabilità di riuscirci se si rivolge ad un centro antifumo, che supporterà il paziente con un piano personalizzato non solo sul piano psicologico (per gestire le situazioni sociali in cui si vorrebbe fumare ed evitare che il paziente si scoraggi), ma anche farmacologico (con farmaci per contrastare l’astinenza), alimentare (per evitare di buttarsi sul cibo come forma di sfogo e quindi di ingrassare) e con un supporto terapeutico per evitare le ricadute.

Infatti, secondo L’OMS (organizzazione mondiale della sanità), un supporto farmacologico in un fumatore aumenta del 113% le possibilità di smettere di fumare e una psicoterapia le aumenta del 98%.

Smettere di fumare: benefici immediati

Sempre secondo L’OMS, i benefici per chi smette di fumare non sono solo a medio e lungo termine, ma anche a breve e brevissimo termine.

Fra gli effetti immediatamente visibili, la pelle assume da subito un colorito più sano, i denti ed i polpastrelli delle dita hanno un colorito migliore (poiché si evita l’ingiallimento da nicotina), si riducono le occhiaie e la formazione di rughe nel contorno labbra, si è meno irritabili, si riesce a migliorare la qualità del sonno, si prende coscienza dell’odore di tabacco che si emana a partire dai capelli e dagli abiti (senza contare il risparmio legato al mancato acquisto di sigarette e prodotti legati al tabacco)

Inoltre secondo l’OMS:

  • Entro 20 minuti dall’ultima sigaretta diminuisce sia il battito cardiaco sia i livelli di pressione del sangue;
  • dopo 12 ore torna alla normalità il livello di CO (Monossido di Carbonio) nel sangue;
  • entro 9 mesi diminuisce la tosse e si riduce il respiro corto.

Smettere di fumare: benefici a lungo termine

Sempre secondo L’OMS, i benefici a lungo termine sono:

  • dopo un anno, si dimezza il rischio di malattia coronarica rispetto ad un fumatore;
  • dopo 10 anni, il rischio di tumore al polmone si dimezza rispetto a chi fuma, e si riducono i rischi di tumori alla bocca, alla gola, all’esofago, alla vescica al pancreas e alla cervice uterina;
  • dopo 15 anni il rischio di una problematica coronarica è quasi uguale a chi non ha mai fumato.
  • Se invece si è avuto un attacco di cuore, smettere di fumare dimezza il rischio di subire un secondo attacco cardiaco.

Inoltre si aumenta l’aspettativa di vita (aumenta di circa 10 anni se si smette di fumare a 30 anni, circa 9 anni se si smette di fumare a 40 anni,circa 6 anni se si smette di fumare a 50 anni, circa 3 anni se si smette di fumare a 60 anni).

Pertanto, a qualsiasi età vale sempre la pena di smettere di fumare.

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