Vaccino antinfluenzale 2019: perché vaccinarsi?

L’influenza è una malattia troppo spesso sottovalutata: in alcuni casi, specie per alcuni gruppi di popolazione definiti gruppi a rischio, chi la contrae necessita poi di ricovero ospedaliero e può rischiare anche la vita ( si parla di un centinaio di migliaio di decessi l’anno legati all’influenza nel mondo).

In Italia il picco della “stagione influenzale” è per lo più sovrapponibile al periodo invernale, anche se possono esserci variazioni da un anno all’altro; il nostro paese rientra fra quelli che la promuovono attivamente, pur senza offrirla gratuitamente in caso di bambini/adolescenti sani.

Per questo il vaccino antinfluenzale è il modo migliore per ridurre le probabilità di ammalarsi e di contagiare altri individui: quando più persone si vaccinano contro l’influenza, l’infezione può diffondersi meno in quella comunità, scatenando un effetto benefico chiamato “effetto gregge” o “immunità di gruppo”, cioè una protezione indiretta che si verifica quando una quota significativa di popolazione si vaccina, fornendo una tutela anche negli individui che non sviluppano direttamente l’immunità.

Quando vaccinarsi contro l’influenza?

Idealmente bisognerebbe farlo nella seconda metà di novembre, per essere immunizzati prima dell’arrivo delle festività (che è di solito il periodo associato all’inizio della fase epidemica). È comunque possibile e utile vaccinarsi anche in seguito, se non fosse stato possibile farlo prima: occorre considerare che dal momento in cui ci si vaccina occorrono quindici giorni per sviluppare una completa immunità.

Quanto costa il vaccino antinfluenzale?

Il vaccino antinfluenzale ha un costo che oscilla fra i 10 ed i 20 euro, in base alla regione di appartenenza. Tuttavia, ci sono gruppi di persone a cui non solo si consiglia di effettuare il vaccino, ma esistono delle categorie considerate a rischio, identificare  dalle Linee Guida Ministeriali, che hanno diritto ad accedere gratuitamente alla vaccinazione attraverso il proprio medico curante.

Vaccino antinfluenzale: consigliato a chi e per chi è gratuito?

In Italia la vaccinazione antinfluenzale trivalente o tetravalente (la loro sicurezza è ormai sovrapponibile) è perciò consigliata,ma non solo: è un tipo di vaccino gratuito per alcuni gruppi di popolazione, definiti gruppi a rischio (che vanno verificati presso la ASL di appartenenza, poiché i parametri possono leggermente cambiare da regione a regione), che sono considerati più deboli, ossia:

  • Soggetti dai 65 anni di età compiuti in poi;
  • Bambini con più di 6 mesi (specie se frequentano il nido o la scuola materna);
  • bambini e adolescenti che sono trattati a lungo termine con acido acetilsalicilico: rischiano di sviluppare la di Sindrome di Reye se contraggono un’ infezione influenzale;
  • donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza;
  • soggetti di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti;
  • medici e personale sanitario di assistenza;
  • familiari e contatti di soggetti ad alto rischio;
  • donatori di sangue;
  • forze di polizia e ai vigili del fuoco;
  • coloro che per motivi di lavoro, sono a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani, come gli allevatori, gli addetti all’attività di allevamento e di trasporto di animali vivi, i macellatori e vaccinatori, i veterinari pubblici e libero-professionisti.

Inoltre devono sottoporsi al vaccino antinfluenzale ragazzi e adulti dai 6 mesi ai 65 anni se affetti da:

  • patologie croniche dell’apparato respiratorio;
  • cardiopatie congenite, acquisite e malattie dell’apparato cardio-circolatorio in genere;
  • patologie che si associano ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (come per le malattie neuromuscolari);
  • soggetti affetti da malattie metaboliche (obesità compresa) e diabete mellito;
  • insufficienza renale/surrenale cronica;
  • tumori, per non mettere a rischio la vita del paziente;
  • emoglobinopatie e patologie degli organi emopoietici;
  • chi è immunodepresso per malattie congenite o acquisite, per uso di farmaci o per HIV;
  • epatopatie croniche
  • patologie per cui sono in programma interventi chirurgici invasivi;
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale.

Vaccino antinfluenzale: sconsigliato a chi?

Così come ci sono fasce di popolazioni a rischio per cui conviene effettuare la vaccinazione, ci sono altri tipi di soggetti per cui il vaccino è sconsigliato, ossia:

  • donne nel primo trimestre di gravidanza;
  • lattanti con meno di sei mesi di età ;
  • soggetti con anafilassi (reazione allergica grave) ad una precedente vaccinazione antinfluenzale;
  • un tipo di malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre;
  • casi di sindrome di Guillan-Barrè entro 6 settimane dalla somministrazione di una precedente dose di vaccino antinfluenzale.

In ogni caso, prima di sottoporsi ad un vaccino antinfluenzale è sempre consigliato consultare il proprio medico che consiglierà al meglio il paziente in base alla sua pregressa storia clinica.

Vaccino antinfluenzale: sintomi da effetti collaterali

Il vaccino può causare alcuni effetti collaterali in una minoranza esigua dei vaccinati (circa 1 paziente su 10), che però sono in genere modesti e si risolvono entro un paio di giorni; questi sintomi includono dolore, rossore, eritema o gonfiore del punto di inoculazione, mal di gola, congestione nasale, cataro, malessere generale. Più di rado può essere associato a dolori muscolari e febbre bassa, che si risolve spontaneamente in un paio di giorni.Se i sintomi però dovessero persistere, occorre consultare immediatamente il medico di base.

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