Amenorrea, come diagnosticarla correttamente

L’amenorrea in una donna in età fertile indica la scomparsa o l’irregolarità del ciclo mestruale e si manifesta nel 3-4 di donne nell’arco di una vita secondo l’ American Society for Reproductive Medicine; se non è dovuta ad una gravidanza, ossia fisiologica, può essere spia di qualche disturbo o malattia più seria che occorre indagare correttamente.

Dopo aver distinto se si possa trattare di un amenorrea primaria o secondaria (più diffusa di quella primaria), si procede ad una serie di indagini che hanno lo scopo di diagnosticarla in modo corretto.

Diagnosi di amenorrea

In caso di un ciclo mestruale saltato o in ritardo, non bisogna allarmarsi poiché dei ritardi occasionali possono capitare a tutte; se da poco sono comparse le mestruazioni, sono fisiologici dei ritardi, poiché il corpo femminile impiega diversi mesi prima di regolarizzarsi.

In linea di massima sono considerati regolari cicli che presentano intervalli fra 21 e 35 giorni, con una media di ogni 28 giorni. Un ciclo mestruale alterato perciò non indica necessariamente una patologia e non rappresenta sempre un’alterazione da risolvere.

Ciclo alterato: cosa fare?

Se invece il ciclo è alterato per almeno due mesi o non si presenta per oltre 50 giorni, occorre innanzitutto andare da un ginecologo che vi farà una serie di domande per effettuare una corretta anamnesi, ossia capire da cosa possa dipendere l’assenza delle mestruazioni, come l’età del primo ciclo, tipo di ciclo mestruale (quanto dura e quanto è intenso), se si è sessualmente attive (non bisogna imbarazzarsi né sentirsi giudicate: il medico lo chiede per aiutarlo a capire da cosa possa dipendere l’amenorrea), se si è avute delle recenti variazioni di peso, se si pratica attività fisica e con quale intensità, se si assumono dei farmaci o se si hanno dei disordini legati al malfunzionamento dell’ipofisi, dell’ipotalamo o della tiroide come l’ipotirodismo o l’ipertiroidismo ed infine se si può escludere una possibile gravidanza.

Dopo aver fatto questa prima indagine con la paziente, potrà prescrivere una serie di esami per capirne le cause, ed escludere il caso di un’amenorrea idiopatica (cioè senza apparente spiegazione).

Amenorrea primaria: sintomi e diagnosi

Se la paziente ha 16 anni e non ha mai avuto le mestruazioni, il ginecologo dopo le domande passerà ad un esame fisico accurato, compreso di esame pelvico, alla ricerca di altri segni di pubertà; infatti altri sintomi visibili possono essere l’irsutismo (un eccesso di peli in faccia), il seno non sviluppato, la perdita di latte dalle mammelle, cefalee, caduta di capelli eccessiva e modifiche della vista.

Incrociando le risposte date dalla paziente con i sintomi visibili e gli esami fisici, potrebbe già stabilire la causa dell’amenorrea,altrimenti potrebbero rendersi necessari altri esami, come quelli del sangue , i test di funzionalità ovarica e test genetici come l’analisi del cariotipo per escludere alterazioni genetiche come la sindrome di Turner o la disgenesia gonadica 46 XY, ossia femmine che hanno una coppia di cromosomi sessuali X ed Y con la Y non funzionante.

Amenorrea secondaria: sintomi e diagnosi

Se la paziente ha più di sedici anni ed è sessualmente attiva, il medico richiederà un test di gravidanza, e anche un esame fisico completo incluso l’esame pelvico.

Oltre a presentare gli stessi sintomi dell’amenorrea primaria, possono essere considerati fattori di rischio da tenere presenti in entrambi i tipi di amenorrea come una storia familiare di amenorrea o menopausa precoce, l’obesità (che si ripercuote sulla fertilità), disturbi del comportamento alimentare come l’anoressia nervosa (dove il corpo per difendersi dalla riduzione delle calorie introitate sospende il ciclo mestruale), celiachia non diagnosticata (a causa di malassorbimento intestinale) e l’eccesso di esercizio fisico.

Altri esami utili nella diagnosi di amenorrea

Il medico per avere un quadro più chiaro dell’insieme può richiedere:

  • esami sulla funzionalità della tiroide;
  • esami sulla funzione delle ovaie;
  • esame degli androgeni (poiché elevata presenza nelle donne di questi ormoni possono indicare la presenza dell’ovaio policistico);
  • esame degli estrogeni;
  • esami dell’ormone GnRG, per escludere o confermare un’amenorrea ipotalamica.
  • screening genetico per ricercare la presenza del gene FMR1;
  • challenge test ormonale;
  • analisi del cariotipo;
  • ecografia degli organi riproduttivi e/o TAC (tomografica computerizzata) degli organi riproduttivi;
  • RM (risonanza magnetica) per gli organi riproduttivi o per la ricerca di un tumore pituitario;
  • Isteroscopia.

Se nemmeno con questi esami si riesce a comprendere le cause, si parlerà di Amenorrea Idiopatica.

Amenorrea primaria e secondaria: cura e terapia non chirugica

Il trattamento perciò sia dell’amenorrea primaria sia di quella secondaria dipende strettamente dalla causa, dallo stato di salute e dagli obiettivi della paziente.

Se è legata allo stile di vita, il medico consiglierà cambiamenti nelle abitudini relativamente a:

  • Stress: occorre identificare o ridurre le cause di stress nella propria esistenza, sia da sole, sia nei casi in cui non ci si riesce con l’aiuto di familiari, amici, medici o con la psicoterapia.
  • Peso: un forte sottopeso o il sovrappeso può influire sul ciclo mestruale, che può ritornare con corretti livelli ormonali se si riesce a raggiungere un corretto peso corporeo.
  • Attività fisica: se può essere utile per scaricare lo stress da un lato, dall’altro un eccesso di attività fisica ostacola il normale ciclo mestruale; se si pratica sport a livello agonistico o in modo intensivo, occorre discutere col medico e col preparatore atletico su come praticare correttamente l’attività fisica per essere in salute.

Nello specifico, se nell’amenorrea primaria abbiamo un risultato di bassi livelli di ormone follicolo-stimolante (FSH) o luteinizzante (LH) e c’è familiarità in famiglia per le mestruazioni tardive, il medico in questo caso può consigliare semplicemente di aspettare e di controllare a distanza di alcuni mesi; allo stesso modo se è causata da problemi cromosomici o genetici, può richiedere un intervento chirurgico.

L’amenorrea secondaria, in base alla causa, può includere trattamenti medici o chirurgici, oppure una loro combinazione.

Desideri maggiori informazioni sui tipi di amenorrea? Contatta la nostra struttura convenzionata con il SSN per effettuare gli esami necessari e farti seguire da un medico specializzato.