Cosa fare dopo la diagnosi di celiachia

Dopo che si è riuscito a dare un nome ed una forma a tutti i sintomi, al soggetto celiaco è effettuata la diagnosi di celiachia ed è riconosciuto come malato; da quel momento in poi, deve provvedere a riorganizzare la sua esistenza, a partire dall’alimentazione.

Al momento sono in corso vari studi su possibili farmaci che annullino l’effetto tossico del glutine e vaccini. Si è però ancora molto lontani da un’applicazione clinica, per cui ad oggi l’unica terapia perseguibile per la celiachia è la dieta senza glutine.

Cosa e come si mangia?

Dal 2001 in Italia esiste il “Registro Nazionale dei prodotti Destinati a un’Alimentazione Particolare”, promosso e aggiornato mensilmente dal Ministero della salute: al suo interno sono presenti tutti gli alimenti senza glutine erogati dal SSN (Sistema Sanitario Nazionale), che sono facilmente identificabili tramite un logo ministeriale ufficiale che le aziende possono apporre sulle confezioni. Oltre questo, il paziente con diagnosi di celiachia dovrà assumere delle precauzioni sia quando si alimenta in casa sia fuori casa, ossia:

  • Assumere sempre e solo cibi senza glutine (aglutinati).
  • Fare attenzione nelle preparazioni a separare i cibi aglutinati da quelli con glutine per evitare una contaminazione degli alimenti; cucinare perciò i pasti con pentole, piatti, posate e superfici non contaminate da questa sostanza.
  • Si può continuare a mangiare fuori casa, ma occorre avvisare il personale addetto alla preparazione e alla somministrazione della dieta che si deve seguire e dei cibi che non si possono assumere, per ottenere la somministrazione di pasti senza glutine. Ciò vale anche per le mense scolastiche, ospedaliere, mense di strutture pubbliche e di ristorazione aziendale.

Inoltre sempre più locali si stanno attrezzando per proporre ai clienti cibi senza glutine.

I celiaci hanno agevolazioni per la legge 104?

In Italia ancora oggi il paziente celiaco non gode delle agevolazioni della legge 104, ossia delle agevolazioni per portatori di malattie invalidanti; tuttavia dal SSN hanno previsto delle tutele speciali per chi ne è affetto, ossia:

  • erogazione gratuita di alimenti senza glutine entro un tetto di spesa mensile;
  • somministrazione di pasti privi di glutine a scuola e in ospedale;
  • esenzione dal ticket.

Celiachia: erogazione gratuita di alimenti senza glutine

Va ad alleggerire il problema principale di chi ne soffre, ossia di nutrirsi bene ma senza gli alimenti in cui c’è il glutine: birra, pizza, pane, pasta, dolci, cereali, cracker, biscotti, carne impanata e salse sono solo alcuni dei molti alimenti che il celiaco deve evitare, a meno che non abbiano un’indicazione specifica come «senza glutine, specificatamente formulati per celiaci» o «senza glutine, specificatamente formulati per persone intolleranti al glutine». Cibi che però, nella forma aglutinata, hanno un costo più elevato rispetto agli stessi prodotti contenenti glutine.

Per limitare questo problema, il Ministero della salute ha emanato il 10/08/2018 un decreto, pubblicato sulla gazzetta ufficiale numero 199 del 28 agosto 2018, dove dice che i malati di celiachia possono usufruire di un bonus mensile fino a 124 euro (che su differenzia per età e sesso) per approvvigionarsi di alimenti che hanno le indicazioni sopra citate. In particolare, il bonus mensile è di 124 euro per ragazzi fra i 14 ed i 17 anni, 110 euro per maschi adulti, dai 99 ai 75 euro mensili per le donne di varie fasce d’eta. Si prevede inoltre che nel corso del tempo si aggiornino i tetti di spesa, ma per maggiori informazioni conviene contattare l’Associazione nazionale celiachia che darà indicazioni specifiche in base alla regione italiana di appartenenza.

In ogni caso, per la richiedere l’erogazione occorre il certificato di accertata diagnosi di malattia celiaca, rilasciato da uno dei centri ospedalieri o universitari di riferimento; da lì poi l ASL rilascia l’autorizzazione a fruire dei prodotti privi di glutine con modalità che variano da regione a regione.

C’è un codice di esenzione per la celiachia ?

Come per le altre malattie croniche, anche la celiachia ha un codice di esenzione nazionale che è ad oggi lo 059 ( malattia celiaca, classe delle malattie dell’apparato digerente e della dermatite erpetiforme), che garantisce l’esenzione per gli esami di monitoraggio (analisi del sangue, analisi genetiche, biopsia intestinale) mentre le visite specialistiche in Italia richiederanno il pagamento del ticket con un valore variabile da regione a regione.

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